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Radioimmaginaria is Manchester

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Per la prima volta un attacco proprio per colpire noi adolescenti. Abbiamo voluto raccogliere i nostri pensieri e le emozioni dal mondo qui. Aggiungetevi.

«Assemblea d’Istituto.
Gran casino, risate e battute.
Io chiacchiero, faccio i cavoli miei, un po’ ascolto, un po’ studio per l’ora dopo. Nessuno però riesce a capire a cosa sto pensando: sono fra le nuvole e sto pensando alla ragazza…

Manchester Arena
Gran casino, risate, battute.
Un tipo passa, si fa i cavoli suoi, sembra emozionato e freme per il concerto. Però nessuno può capire a cosa sta pensando, nessuno capisce cosa può accadere.

Assemblea d’Istituto
Viaggio con la mente, mi chiedo cosa potrei fare, come cambiare la mia vita e trovare qualcosa di grande in cui credere. Lei lo sa che mi piace?

Manchester Arena
Il tipo è agitato. Lui ha già trovato qualcosa in cui credere. Lui ci crede e talmente tanto da non volerlo un futuro, almeno, non qui sulla Terra.

Tutti sono sconvolti, lo sono anche io. Questa cosa chiamata “terrorismo” è vero e proprio terrore. Il terrore reale però, non è quello di coloro che sono stati colpiti da questa disgrazia immensa, non è quello di chi ha perso qualcuno, quello è dolore, è paura e forse peggio. Il terrore è il nostro, è quello che quei pazzi estremisti vogliono mettere in noi credendo possa fare cambiare le nostre vite. Il terrore è quel sentimento che noi proviamo, non ce ne accorgiamo, ma tutti sappiamo che c’è, non va bene, e che dobbiamo sorpassarlo.
Noi siamo giovani, belli (magari), felici.
Noi possiamo pranzare con un amico, possiamo chiacchierare spensierati, possiamo andare tranquilli ad un concerto…no?

Quel tipo terrorista spregevole io non lo conosco, nessuno, per quanto possa scavare nella sua vita, potrà mai conoscerlo davvero. Nessuno conosce nessuno, nessuno può veramente impedire a chiunque di pensare ciò che vuole e tutti possono lasciar pensare gli altri quello che vogliono.

Il terrorismo è lo sconosciuto, è il pensiero di chi si sente impotente.

Per sconfiggere il terrore bisogna conoscere, amare, essere amici, essere fidanzati.

Chissà se quel ragazzo di soli 22 anni è andato consapevolmente a prendere i chiodi per preparare la bomba. Chissà se durante il concerto quando ha visto tutti quei ragazzi pieni di gioia li ha odiati di più o per un secondo ha pensato di non farla più saltare quella bomba.

Con tutta l’attenzione che hai messo nella preparazione del tuo piano di morte perché funzionasse alla perfezione, come ti è potuta sfuggire tutta la bellezza che ci circonda? Ehi tu terrorista di 22 anni che hai esploso chili di chiodi in mezzo a ragazzi come te, come avrei voluto esssere nei tuoi pensieri in tempo per suggerirti che con l’amore, la condivisione e la felicità trovata nelle più piccole cose, forse non saresti diventato un terrorista e adesso saremmo ancora tutti vivi.»

Tommi, 16 anni

«The thing that is so tragic about this event is that most of the people affected were children. Ariana Grande is a role model for so many young children and it’s just really tragic and sad. It breaks my heart to hear it because I don’t understand why anyone would want to hurt a child, how could they prove themselves so evil? It is so umbelievable to deserve such a thing like death while having fun. I’m quite badly affected by this because I live in Bath and Mancester is really closed to where I live. Paris, London, now Manchester, the period of time seems to be getting less and the location seems to be getting nearer to me. and I feel like a bit paranoid when I hear about these things. You don’t know when and where things like this gonna happen. I’m honestly terrified about it. It makes me sad, angry, horrified, and terrified for my own life and for the lives to come.» Annabel, 15 anni

«Ogni adolescente è meraviglioso perché ogni cosa che fa la fa con la meraviglia della prima volta» Louis Malle

«Una promessa di futuro. Gli occhi dei ragazzi che guardano i loro primi concerti sono uno spettacolo che i genitori non dovrebbero perdersi. Non stanno guardando il loro idolo del momento: stanno cercando di intravvedere in tutto quel buio, in tutta quella luce, quello che sarà di loro. Gli amori, le speranze, i dolori, le allegrie, i viaggi, la musica, i sogni.» Alberto Infelise, La Stampa

«From the bottom of my heart, I am so sorry. I don’t have words.» Ariana Grande

«Sono convinta che andare ad un concerto debba essere un’esperienza fantastica e che vada goduta, per questo gli attentati si verificano in posti dove la gente va a divertirsi: vogliono farci avere paura di uscire e viaggiare» Noemi, 15 anni

«Andare al concerto di un artista che amiamo è una libertà e un diritto incontestabile. Cantare a squarciagola le canzoni che per anni ci hanno commosso e che abbiamo sempre ascoltato esclusivamente attraverso un paio di cuffie è un piacere che non è paragonabile a nulla: euforia, eccitamento, commozione.» Pischelli In Cammino

«One coward. Thousands of heroes, helpers and healers» Nicki Murray

«Quando sono venuta a sapere dell’accaduto mi si è stretto il cuore. È stato tremendo, mi sono immaginata la paura che hanno provato tutte quelle persone e ho pensato che potevo esserci io, ma questa volta molto di più delle altre. Quando però sarò grande e ci ripenserò voglio ricordarmi quello che é successo non come il gesto orrendo di una persona crudele, ma come la donna che ha portato in salvo in un hotel 50 ragazzi, come i tassisti musulmani che offrono dei passaggi a chi ne ha bisogno, come il senzatetto che soccorre le vittime togliendo i chiodi dalle braccia dei feriti» Ludovica, 17 anni

«Not because it happened to Ariana but because it happened to someone who could have been us. The 22 beautiful angels were people and fans like us. Maybe they were waiting for that moment for months and months, counting the days, picturing how the feel of being at the concert would be. This world need to change.» Ariana Shady Facts

«Io condivido molto questa frase che ho letto oggi sui social: dai concerti si dovrebbe tornare senza voce, non senza vita» Adele, quasi 13 anni

«I palloncini rosa hanno invaso l’Arena di Manchester proprio mentre scoppiava la bomba. Da un lato l’anelito e il profumo di cielo e dall’altro un gran puzzo di inferno. Sopra il gioco, la voglia di stare insieme, e sotto la paura e la morte. Fino a ieri questi palloncini erano una innocente moda generazionale, adesso sono i palloncini della libertà offesa.» Francesco Merlo, La Repubblica

«Il prossimo è facile odiarlo/ se sei forte amalo/ che a fare stragi/ siamo tutti capaci» Fuck The Violenza, Caparezza

«Music is about the fans. It is about that connection you feel when you come to a show and cheer and sing along, and you feel like you’re right there with the artist. It’s about the bond we feel with each other in that room when we are all standing side by side singing with our friends. We can’t let anyone stop that or tear that bond apart.» Andrew Gertler

«Sono molto scosso da quest’evento. Avrei molta paura adesso di andare ad un concerto o comunque di trovarmi in una situazione molto simile a questa. Non ci sono i controlli che dovrebbero esserci e quindi si respira un’aria di tensione ed ansia. Spero che davvero si rendano conto del fatto che in così poco tempo riescono a fare così tanto male e mi auguro che sul serio qualcuno prenda dei provvedimenti. Non è possibile assistere ad un concerto con mille ansie e mille pensieri per la testa. Vado ad un concerto per divertirmi, per ascoltare il mio artista preferito. Non potrei mai immaginare che possa capitare una cosa del genere. Non ho parole.» Andrea, quasi 16 anni

«Una serata, attesta da mesi, da settimane, da ore, da minuti. Ritrovarsi con la propria migliore amica cantando, urlando, piangendo per la felicità sapendo che il tuo idolo, caspita, è lì davanti a te, solo per te e per le altre migliaia di persone presenti al concerto. La serata più bella della tua vita che si è trasformata nella FINE di essa. Ad un concerto bisognerebbe perdere la voce, non la vita!» Diletta, 14 anni

«Il 22 maggio Manchester è stata tristemente toccata da un attentato terroristico (come quelli di Parigi o Berlino o Stoccolma) durante un concerto. A questo proposito vorrei parlarvi di paura. Essendo parigina mi è (purtroppo) capitato più volte di abitare in una città colpita da un attentato. Non è una situazione facile, bisogna saperla gestire. La paura è tanta, l’isteria collettiva anche. Ed è qui che noi adolescenti entriamo in gioco, perchè abbiamo una leggerezza intrinseca (ben lontana dalla superficialità) che ci permette di alleggerire l’ambiente che ci circonda. Come farlo? Semplice, divertendosi! Non bisogna mostrare di avere paura. Bisogna ridare vita alla città, mostrarsi fuori di casa, senza timori. Bisogna andare a ballare, ai concerti e nelle terrazze dei café. Bisogna far ballare un’Europa che non lo vuole piùIlaria, 18 anni

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