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Cacciabulli

7 Febbraio: Giornata Nazionale contro il Bullismo e Safer Internet Day

Bella rega!
Oggi è stata una giornata pienissima per noi perchè vi abbiamo raccontato la Prima Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Safer Internet Day da tre città diverse: Milano, Roma e Torino.
Mentre un gruppo di noi ha partecipato al convegno “Felici di Navigare, la rete contro il cyberbullismo” al tribunale di Milano, un altro era all’ex caserma Guido Reni di Roma all’evento “Una rete migliore“, mentre il nostro Martino è finito in mezzo ad un flash mob in Piazza San Carlo a Torino.

Quello a Milano era l’evento un po’ più “istituzionale” diciamo. Ci avevano detto che ci sarebbero state delle tavole rotonde con dei dibattiti e noi ce le eravamo immaginate proprio così: discussioni intorno a dei tavoli rotondi sparsi nell’aula magna del tribunale. E invece c’erano tipo delle brevi conferenze su diversi aspetti del bullismo e cyberbullismo. C’erano un sacco di giornalisti e professori che prendevano appunti come matti e noi sembravamo arrivati da un altro mondo, poi ci siamo messi a fare qualche intervista e tutto è diventato divertentissimo. E’ stato molto interessante e abbiamo scoperto un sacco di cose che non sapevamo sul cyberbullismo. Ecco alcuni degli ospiti che abbiamo avuto in puntata!

Lei è Giusi Fasano, una giornalista del Corriere della Sera (è simpaticissima e Luca che vuole fare il suo lavoro non la mollava più!)

Giusi Fasano

Questo signore è Luca Bernardo, direttore della Casa Pediatrica Fatebenefratelli che ha dedicato un reparto a Carolina Picchio.

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Nel frattempo a Roma eravamo in questo posto fighissimo che si chiama ex caserma Guido Reni. E’ una struttura enorme e dentro era buissima (era impossibile fare delle belle foto) e ci saranno state più di 1000 persone. C’era una grande sala con un palco in fondo e una decina di stand dedicati al tema del bullismo che facevano fare dei quiz a tutti i ragazzi che si avvicinavano. Siamo andati in diretta dalle 11 alle 16.30 e siamo riusciti ad intervistare un botto di persone. Ci siamo gasati tantissimo quando siamo riusciti ad intervistare il cast del film “Un bacio” e la sentrice Elena Ferrara con Paolo Picchio. Mentre facevamo diretta da Roma, un po’ raccontavamo cosa stava succedendo lì e un po’ trasmettevamo i servizi che ci arrivavano da Milano e da Torino.

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Maddalena ha voluto assolutamente un selfie con Valeria Romani, l’attrice che ha interpretato Blu ne film “Un bacio”.

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Questa invece è la foto al selfie con la senatrice Elena Ferrara e Paolo Picchio prima dell’intervista.

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In Piazza San Carlo a Torino c’era Martino, un nostro speaker di lì, che è andato in giro per la piazza con il cellulare a ha fermato chiunque vedesse. C’era un palco e in giro per la piazza pienissima di gente c’erano dei quadri, delle sculture e delle installazioni a tema bullismo.

2017-02-07-PHOTO-00000126Ecco le opere d’arte di cui parlava Martino.

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Ciao sono Caterina, ma questo è solo un nome inventato

Ieri ci è arrivata questa e-mail, è di una ragazza che è stata vittima di bullismo che ha deciso di raccontarci la sua storia.

Ciao sono Caterina, ma questo è solo un nome inventato e ho 16 anni.
Ho sofferto di bullismo per cinque anni più o meno.
Le prime leggere forme di bullismo che sono “nate”, sono nate verso i quattro anni, quando mamma ebbe deciso di iscrivermi al campo solare.
Ero felice di stare in compagnia di altri bambini, ma non è stato proprio come me lo aspettavo. I bambini e le bambine che c’erano lì mi escludevano e ogni volta che cercavo di giocare con loro o comunque di provare a fare amicizia, mi respingevano sempre. Giocavo sempre da sola nonostante spesso mi prendevano in giro e mi spingevano, facendomi cadere a terra.
Tutto ciò smise all’elementari e in quel periodo le cose si erano sistemate. Avevo tanti amici e quel periodo è stato anche piacevole; fino ad arrivare al periodo delle medie.
I compagni erano quasi tutti diversi, alcuni erano compagni che erano stati bocciati mentre altri mi hanno seguita dagli anni precedenti.
Si cresce e si cambia un po’ tutto, no? tutti quelli che erano i miei “amichetti” alle elementari si sono mostrati davvero immaturi tanto da prendermi in giro perché magari avevo qualche kilo in più.
Venivo spesso giudicata, magari perché non ero come volevano loro e io non facevo altro che ascoltare quei giudizi e non facevo altro che sentirmi sempre più male. Con i miei genitori non potevo parlare, o per lo meno, non pensavo di potergliene parlare e allora ho scelto un’altra valvola di sfogo… l’autolesionismo.
Tutte quelle persone, per tre anni, hanno fatto di me una persona piena di insicurezze su me stessa e ripensandoci ora è incredibile vedere cosa fanno le parole degli altri, i giudizi e i pensieri degli altri a te stesso.
Ho ancora cicatrici sparse per il corpo, ma ho capito che autolesionarsi non aiuta… “aiuta” momentaneamente ma non risolve nulla.
Pur essendo storia passata, ha avuto conseguenze caratteriali su quella che sono adesso e spero che ciò non si ripeta più… non è piacevole per nessuno.

Per noi di Radioimmaginaria è davvero importante sapere che quello che facciamo può aiutare i nostri coetanei ad aprirsi e a sentirsi meno soli. Per questo il 7 febbraio, Giornata Nazionale contro il Bullismo e Safer Internet Day, vi racconteremo da 3 città diverse d’Italia che cosa succederà in questa giornata.
Un gruppo di noi sarà in diretta dall’ex caserma Guido Reni di Roma all’evento Una rete migliore, un altro sarà al tribunale di Milano a Felici di navigare per registrare interviste e raccontare cose succede tra i tavoli di confronto su bullismo e cyberbullismo, e alcuni nviati della nostra sede di Torino racconteranno cosa succede in Piazza San Carlo all’evento No al bullismo.
Durante la diretta da Roma, che durerà dalle 10 alle 16.30, vi racconteremo tutto quello che riguarderà questa giornata e trasmetteremo un puntatone con tutte le voci degli speaker di Radioimmaginaria, da tutta Italia ed Europa, per raccontare aneddoti, storie e impressioni sul fenomeno del bullismo e cyberbullismo.

Cyber o no, STOP al bullismo, su Radio24

Ieri mattina Lorenzo, uno degli speaker della nostra redazione di Milano, si è svegliato alle 7 (anche se era sabato e lui il sabato non va a scuola e di solito dorme) perchè è stato ospite del programma ‘Si può fare’ di Radio24 (ascoltate la puntata qui sotto se non ci credete!).

L’estate scorsa in questo programma tutti i sabati andavano in onda 10 minuti di Cacciabulli, una rubrica in cui abbiamo raccontato tante storie di bullismo, così come lo viviamo noi e tanti adolescenti come noi.
Il tema principale della puntata di ieri mattina era la nuova legge contro bullismo e cyberbullismo pensata e proposta da Paolo Picchio, padre di Carolina, e dalla senatrice Elena Ferrara, che noi abbiamo conosciuto ed intervistato a Teen Parade il 10 e 11 settembre dell’anno scorso.
Dopo aver spiegato cosa significa per lui la parola ‘cyberbullismo’, Lorenzo ha ricordato una cosa che per noi è moooolto importante. Non sappiamo quanti di voi ne abbiano sentito parlare, ma il 7 febbraio sarà la Prima Giornata nazionale contro il bullismo. Ed è proprio per questa occasione che noi di Radioimmaginaria saremo radio partner di due eventi: uno al tribunale di Milano e uno all’ex caserma Guido Reni di Roma. Il 7 ci sdoppieremo e, mentre un gruppo di noi sarà in diretta da Roma per raccontare cosa succede là, un altro sarà a Milano all’evento ‘Felici di navigare, la rete contro il cyberbullismo‘ per fare interviste e servizi. Per prepararci bene e farci sentire, stiamo lavorando ad un puntatone con tutte le nostre voci che manderemo in diretta proprio il 7 febbraio e il nostro motto sarà SVITA IL BULLO!

SVITA IL BULLO!

Ieri sera una speaker della mia redazione ha scritto un messaggio sul nostro gruppo WhatsApp che mi ha fatto pensare molto. I suoi compagni di classe hanno visto su Instagram la foto della nostra ultima puntata in cui c’era anche lei e hanno cominciato a prenderla in giro, hanno condiviso la foto sul loro gruppo WhatsApp e l’hanno criticata, prendendola di mira. Lei provava a dirgli che quello che fa in radio è una figata e che lei si diverte tantissimo, che anche loro potevano provarci. Ma anziché migliorare la situazione, hanno continuato a ridere di lei. Alla fine del messaggio ci ha chiesto: “Raga che faccio?”

Alcuni di noi sul gruppo le hanno risposto di lasciarli perdere, che ci saremmo uniti per dare una lezione ai suoi compagni idioti. Io all’inizio non sapevo come rispondere.. Ammetto di aver pensato un secondo (ma soooolo per un secondo) di andare a scuola per tirare un pugno al simpatico compagno che ha postato la sua foto e ha iniziato a prenderla in giro, poi ci ho riflettuto un po’ su.

Forse, amica mia, i tuoi compagni di classe si comportano semplicemente come la maggior parte dei ragazzi della nostra età: criticano quello che non capiscono bene, pensano che quelli come te e come noi speaker di Radioimmaginaria siano sfigati perchè non capiscono per quale motivo ci divertiamo così tanto a dire la nostra. Mi sono anche chiesta se i tuoi compagni sarebbero capaci di parlare davanti ad un microfono come fai tu. All’inizio ero un po’ incavolata e avrei risposto senza dubbio di no. Poi ci ho ripensato e mi sono detta “mmh, forse sì”. Probabilmente avrebbero tante cose da dire anche loro. Forse non conoscevano un altro modo per far capire che in fondo quello che fai gli piace, forse qualcosa li blocca e non riescono a chiederti “perchè lo fai?”, “ma allora ci si diverte davvero?” (e già il fatto che abbiano visto la tua foto sul profilo Instagram della radio dimostra che ci seguono), o forse non hanno nessuno che li ascolti sul serio. Perchè è un’opportuità enorme quella che abbiamo di esprimerci in radio, ed è aperta a tutti, ma ci vuole coraggio.

E non ti devi preoccupare, perchè tra i più di 200 speaker di Radioimmaginaria e tutti gli adolescenti del pianeta, ce ne sono tanti a cui è successo quello che racconti tu. Tanti che vanno a scuola con il mal di pancia perchè in classe vengono esclusi, tanti che non riescono ad uscire di casa perchè sui social persone che consideravano amiche postano foto imbarazzanti e scrivono commenti cattivi, e anche tanti che fanno i bulli e non sanno neanche perchè lo fanno. Ma non dovresti arrabbiarti perchè UNO hai avuto la forza di chiedere aiuto e hai trovato noi pronti a difenderti, DUE puoi dire:
“Bene, tu mi prendi in giro e io ti rispondo ‘vieni in radio a raccontare perchè lo fai’. Perché io racconterò che sei cretino se te la prendi con me, ti avviso, ma tu puoi venire quando vuoi a dire che non sei un bullo, o che lo sei ma hai i tuoi motivi, che hai avuto un brutta giornata, che non pensavi di fare del male a nessuno. Boh, quello che vuoi. Io ti do un microfono e ti ascolto”

Noi di Radioimmaginaria non siamo per niente diversi dai nostri coetanei. Andiamo al cinema con i nostri amici, mettiamo “mi piace” tattici alle foto della persona che ci piace sperando di attirare la sua attenzione, scarichiamo da Internet i riassunti dei libri che la prof ci dà da leggere per le vacanze (chi non l’ha mai fatto, su). Però a chi è preso in giro, a chi fa il bullo, e anche alla tua vicina di banco, quella che sta sempre con te all’intervallo e che quando tutti hanno iniziato a prenderti in giro sul gruppo avrebbe voluto intervenire per difenderti ma non c’è riuscita, noi diamo un microfono.

Vogliamo far sentire la nostra voce e dire: SVITA IL BULLO! E vogliamo dire a tutti i ragazzi che si sentono soli, diversi, che soffrono e non lo dicono, a quelli che tutti classificano come bulli perchè una volta per scherzo hanno dato uno spintone ad un amico, che i nostri microfoni sono sempre aperti per ricevere richieste di aiuto, per raccontare, cacciare via i bulli, veri o presunti. Per questo il 7 febbraio in occasione della Prima Giornata nazionale contro il bullismo, anche noi ci faremo sentire con un puntatone in cui tutti noi speaker, dall’Italia alla Spagna, dalla Francia all’Irlanda, da Norvegia, Belgio, Inghilterra e Lussemburgo, racconteremo le nostre esperienze, i nostri pensieri, per far sentire a chi ha un bullo avvitato tra i piedi che non è solo 😉

Ludo