Social Media

 

Suoni? Ci vuoi provare? Provaci a Teen Parade!

Sei un cantante, un rapper o una band e hai meno di 20 anni? Vorresti avere un palco su cui esibirti e un pubblico che ti acclama?
Vieni a Teen Parade il 6 e 7 settembre a Bologna Fiere, il festival annuale di Radioimmaginaria in cui il lavoro viene spiegato dagli adolescenti. Come sarà il lavoro che faremo? Iniziamo adesso a costruire il nostro futuro, immaginando e progettando il mondo che verrà.
Ma che festival è se non c’è la musica? Vogliamo dare a tutti quelli che “ci stanno provando” la possibilità di esibirsi sul palco di Teen Parade: più di 10 band e artisti al giorno avranno la possibilità di far sentire la loro musica a un pubblico atteso di 15 mila persone e potranno raccontare la loro esperienza e farsi conoscere anche dai grandi artisti invitati quest’anno (ancora TOP SECRET) del calibro di Clementino, Shade e Dj Woody (Teen Parade 2016).
Se hai meno di 20 anni e vuoi provarci, provaci con noi!
Manda il tuo pezzo ENTRO IL 10 LUGLIOradioimmaginaria@gmail.com con una piccola bio e rispondi a queste domande (se hai il coraggio eheh):
– Ti sei mai esibito di fronte a un grande pubblico?
– Hai mai aperto il concerto di una band o artista famoso?
– Vorresti che la musica diventasse il tuo futuro? 
Radioimmaginaria ti aspetta, non mancare!!
Ciaoooo

Cara Radioimmaginaria…

Cara Radioimmaginaria,
premetto subito: niente allarmismi, questa non è una lettera di conferma o di rinuncia. Io la mia scelta l’ho fatta tempo fa, pubblicamente. Però, cara la mia radioimmaginaria, non ti avevo mai scritto.
Ne sento il bisogno questa sera di settembre, che fuori il vento tira fresco e si sta bene.
Abbiamo passato inseme molto tempo questa estate, e per la prima volta qualche ora fa, ho chiuso dietro di me la porta di casa mia, a Bologna. Dopo un mese passato a dormire su letti di varie persone, svegliarmi con tante voci diverse, addormentarmi con luci diverse che entravano da finestre diverse, stasera per la prima volta, ho chiuso dietro di me la porta di casa mia. Stanca, sudata, affaticata dalle tante, troppe valigie mentre infilavo le chiavi nella serratura mi sentivo un po’ strana. E quando ho aperto la porta, trovando davanti a me un corridoio buio e vuoto, ho provato tristezza a non trovarci le voci diverse a cui mi ero abituata in questa recente convivenza con te, Radioimmaginaria.
Il fatto, cara Radio, è che io la mia scelta l’ho fatta da tanto tempo. Sono onesta: a volte vorrei non avere le idee tanto chiare. Vorrei non mi piacessi così tanto. E’ come quando ti innamori di un ragazzo, di cui conosci benissimo i difetti, le cose che non ti piacciono, sai cosa c’è in palio e sai che non è come vorresti che fosse: ma come stai con quella persona non stai con nessuno. E allora pace, alzi le spalle, e sei pronta a prendere tutto quello che viene: le litigate, i pianti, il rimanerci male, i pacchi, il chi lo sa come va a finire, perché sai benissimo in cuor tuo che se scegliessi di andartene perderesti qualcosa che, forse, potrebbe cambiarti la vita.
Io la mia scelta di restare in Radioimmaginaria, il momento in cui mi sono innamorata di Radioimmaginaria, non mi ricordo quando l’ho fatta. Non penso sia stato un colpo di fulmine, forse ci siamo scoperte pian piano. Forse mi sono innamorata di Radioimmaginaria la prima volta che ho parlato ad un microfono. Forse la prima volta che ho fatto un’intervista. Forse quando sono andata su un aereo e ho attraversato il mare per parlare di te a ragazzi di un’altra nazionalità? Forse perché la filosofia che ci sta dietro, il cuore che ci sta dietro, forse sono le persone che ti rendono viva tanto meravigliose, Radioimmaginaria? Mi sono innamorata di te quando ho visto Vito gonfiare i materassini senza l’ausilio di nessun altro strumento che i suoi stessi polmoni, forse quando Vittorio ha pronunciato il suo primo almanacco? Quando Alan ballava come un ossesso punto da un ragno radioattivo, quando la Charlie fa le facce buffe, quando Tommi Boom si commuove, quando Eugenio e Giacomo suonano, quando Carolina mi saluta su Skype? Chi lo sa.
Fatto sta che mi ritrovo in mezzo senza sapere bene come.
Non è mica una relazione facile, occhio. Il sentimento non basta per far funzionare le cose: e allora quante belle discussioni che abbiamo fatto Radioimmaginaria, io e te! Perché a me non andavi giù, e i miei comportamenti a te non erano utili: quanta fatica per trovare un equilibrio che sappiamo durerà solo fino al prossimo litigio. Per questo, anche, ti scrivo, cara Radioimmaginaria e care persone che siete Radioimmaginaria, sia che dobbiate fare una scelta, sia che l’abbiate già fatta, sia che sia ancora lontana sul vostro percorso, con un consiglio: siate sinceri. Nessuna relazione andrà mai da nessuna parte se non ci si mette dell’impegno per farla funzionare.
Comunque, eravamo rimasti a me che tornavo a casa. E niente, quello che so è che
quando ho chiuso la porta, restando in piedi nel mio corridoio buio e vuoto, Radioimmaginaria mia, mi sono sorpresa: se ascoltavo bene non c’era silenzio e non c’era buio. Se chiudevo gli occhi vedevo i visi, i colori e i suoni, sentivo i jingle, gli urli dei registi, le risate: non me ne ero andata davvero. E a questo punto non so se sarà mai più possibile farlo.
Grazie perchè ci sei, Radioimmaginaria.
Amy